Qualche giorno fa una persona a me molto cara mi ha detto : "Scrivi! Scrivi perché ti piace, scrivi
perché lo sai fare, ma soprattutto scrivi per far comprendere a tutti quello che hai da esprimere".
Ho seguito il suo consiglio e quello che ora vorrei esprimere sono le sensazioni, i dubbi e le stesse
motivazioni che hanno spinto me( e tante altre persone) ad entrare a far parte come volontaria della
Protezione Civile.
La Protezione Civile è un' Organizzazione Nazionale formata da volontari, i quali si apprestano a
soccorrere persone,fauna e flora ogniqualvolta e ovunque ce ne sia bisogno.
Ma ritorniamo alle motivazioni : i perché dell'entrare a far parte di queste associazioni sono
innanzitutto da ricercare nel carattere di ciascuna persona e non assolutamente da ciò che a ciascun
operatore potrebbe derivare nell' entrare a farne parte.
A mio avviso, Volontario è quella persona che è disposta a sacrificare sé per gli altri, colui che è
pronto ad addossarsi responsabilità che non gli spetterebbero, ma sopra ogni cosa volontario è per
me sinonimo di persona speciale dall' animo buono. Sembrerà una definizione banale, ma è proprio
cosi. Certo, non solo, ma anche e soprattutto persone speciali dall'animo buono.
Ovviamente bisogna avere requisiti ed atteggiamenti conformi alle norme del Regolamento,
sicuramente bisogna agire secondo le proprie capacità, saper sottostare e all’ occorrenza
sottomettere, ma un volontario di qualsiasi Ente Civile (Croce Rossa, sostegno per gli anziani ecc
ecc) questo già lo sa e, per di più, lo fa.
Volontario perché? Anzi, nel mio caso, Volontaria perché?
Me lo sono chiesta molte volte... ad essere sinceri la risposta non l'ho ancora mai data. Alle poche
persone che me l'hanno chiesto ho sempre risposto con motivi non veri (o veri in parte) o ancor
peggio con il silenzio. In questi ultimi casi, quando mi capitava di rimanere in silenzio (il che posso
dire francamente è una rarità!), le persone che mi avevano posto la domanda vedendomi in
difficoltà cominciavano a biascicare qualcosa come: " eh.. .ma a tè sono sempre piaciuti gli
animali" oppure " è da quando sei piccola che ti arrampichi dappertutto, ora magari tè lo fanno fare
anche li...". Tutte cavolate. O meglio, non cavolate, cose verissime: adoro gli animali e fino a poco
tempo fa ogni cane o gatto o topo o riccio morto per strada era un pianto che non finiva più; mi
diverto tantissimo ad arrampicarmi a mo' di scimmia su qualsiasi tipo di parete (librerie, tetti, alberi
...) ma .come dicevo, sono cose che non c'entrano con la mia scelta personale di entrare in un'
organizzazione di volontariato. La verità è che quando ho preso la decisione di iscrivermi
(purtroppo non avevo ancora raggiunto 1' età minima per farlo) ho capito che ciò che volevo era
solo cercare di riuscire a far star bene la maggior quantità di persone possibile.
È vero, quando pensavo questo, delle persone da aiutare mi interessava di meno che degli animali e
avrei preferito mille volte poter aiutar loro in tutti i modi possibili piuttosto che far altre cose (a mio
avviso di secondaria importanza). Ma oggi, operatrice a tutti gli effetti da circa quattro mesi, ho
capito che e si molto importante seguire i propri sentimenti, il proprio cuore in qualunque circostanza,
ma è altresì importante impegnarsi in tutti i modi e non solo in ciò che piacerebbe fare a me.
Ciò che è più importante, ho capito che non serve essere forti, eccellenti in qualche disciplina,
disponibili almeno due ore a settimana più una domenica al mese per poter diventar volontari; ciò
che serve è tanta voglia di dare e al contempo di imparare, perché tutti quanti abbiamo qualcosa da
dare, e tutti quanti abbiamo qualcosa da imparare... la cosa bella è che la fusione di questi abbia
come risultato uno dei doni più belli al mondo: il sorriso, un regalo prezioso da custodire, che, ogni
volta che sinceramente e improvvisamente nasce da colui che hai aiutato, ci rende tutti un po'
speciali e dall'animo buono.
Francesca P. A-139